L’Europa si sta interrogando sulla vita, sulla morte, sulla dignità … sorprendendo l’umano.
Vincent Lambert era già stato sedato, per essere “accompagnato a morte”, come oggi si dice. I genitori avevano presentato un’istanza d’urgenza presso la Corte d’Appello di Parigi. Alle 22, il verdetto che ha accolto l’appello e sospeso la procedura:
La Francia deve rispettare la decisione del comitato delle persone handicappate dell’Onu. L’alimentazione e l’idratazione di Vincent saranno immediatamente ristabilite. È un’immensa vittoria
Il testo integrale della sentenza non è stato ancora pubblicato, ma da France Presse è stato diramato il passaggio fondamentale
La corte «ordina allo Stato Francese […] di prendere tutte le misure al fine di far rispettare le misure provvisorie richieste dal Comitato internazionale dei diritti delle persone handicappate il 3 maggio 2019, tendenti al mantenimento dell’alimentazione e dell’idratazione».
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Anche Cesena si è interrogata su un altro dramma, quello del piccolo Charlie Gard.
Voglio qui riproporre quanto vi avevo già scritto:
Ho presentato una mozione per tenere alta l’attenzione della comunità, anche cittadina, su questa vicenda, e per sottolineare politicamente che essa rappresenta un precedente pericoloso per la futura affermazione del diritto alla vita e del diritto alla libertà di cura per tutti.
La mozione ha diviso il Consiglio Comunale esattamente a metà (9 voti favorevoli alla mozione e 9 contrari, tra cui il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale … e 4 astenuti).
Cesena ha avuto la possibilità di schierarsi a fianco del piccolo Charlie e di dire che mai più dovrebbero accadere situazioni simili. C’è riuscita solo per metà.Poi l’epilogo. Non c’è stato nulla da fare. Il piccolo Charlie è morto per decisione di un giudice inglese, confermando la decisione assunta già nel novembre 2016 dai medici dell’ospedale Great Ormond (che aveva in “cura” Charlie) di sospendere le cure e togliere i sostegni vitali, contro la volontà dei genitori, che avrebbero voluto dapprima sottoporlo a una cura sperimentale e poi, sfumata la possibilità – per il tempo perso in pratiche giudiziali, vista l’opposizione dei medici – riportarlo a casa, accompagnandolo negli ultimi giorni di vita.
Ha perso l’uomo, ogni uomo di ieri, di oggi, di domani.
L’esperienza in Consiglio Comunale però è stata significativa ed umanamente educativa, avvicinando tra loro consiglieri, mossi da una medesima sollecitazione, pur di differenti schieramenti politici
Vincent resiste e ci ricorda che una società deve continuare a saper curare, non abbandonare.
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Vi lascio questa testimonianza di mamma Lucrezia Tresoldi, che ha un figlio Massimiliano, in una situazione analoga a quella di Vincent. Mi ha molto colpito e ve la propongo

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