Se mi date qualche minuto vi racconto cosa è successo ieri.
A Forlì ieri pomeriggio, nella sala dell’hotel Globus, c’erano molte persone – persone che forse stanno vivendo la vostra stessa situazione, e che sanno cosa avete a cuore. E con loro, ieri a Forlì, c’era Giorgia Meloni.
L’interesse per quello che stava accadendo era tanto. L’attenzione e la partecipazione erano palpabili.
Si è parlato dell’aumento delle accise del carburante, della plastic tax, della sugar tax – a proposito, lo sapevate che questi provvedimenti metteranno, purtroppo, molto in difficoltà le nostre imprese in Emilia-Romagna? È sconfortante, se ci pensate –, si è dunque discusso, nel particolare, delle diverse attività vincolistiche che sta ponendo in essere il governo e – ahimè – anche la sinistra al governo qui in Emilia-Romagna.
Lasciate che ve lo dica di nuovo: mi hanno colpito soprattutto l’interesse e la partecipazione delle persone in sala. C’è davvero vento di cambiamento. Avrei voluto che ci foste stati tutti, per vedere.
Si è parlato poi di famiglia e non solo. Della necessità di salvaguardare i bambini – tutti sappiamo, purtroppo, cosa è successo a Bibbiano – di tutelarli da un’ideologia volta a non considerare più la famiglia. Si è parlato di infrastrutture e di mancanza di manutenzione delle stesse – che disastro! Quanto lavoro ci sarebbe da fare! – e di tanti altri problemi. Ma soprattutto si è parlato di identità.
- Giorgia Meloni a Forlì: si tratta di ricordarci i valori fondanti della nostra civiltà
Giorgia Meloni ha concluso il suo intervento – davvero interessante e molto confortante a mio parere – parlando del Natale e del Presepe, come simbolo della nostra identità. So che vi sembra non c’entri niente con la politica, e vi starete chiedendo: perché ci racconta questo? Ve lo spiego in un attimo.
Credo che la perdita di identità, o quantomeno la paura e lo smarrimento, siano un timore diffuso tra molte persone oggi. Io lo capisco. Non bisogna vergognarsene. Non è colpa nostra. A questo proposito, voglio condividere con voi un passaggio del discorso di Giorgia Meloni di ieri a Forlì, che mi è rimasto impresso, e continua a ripetersi nella mia mente. Lo voglio condividere con voi. Spero vi possa essere utile.
Parlando del desiderio di molti di esporre liberamente il Presepe in luoghi pubblici e istituzionali, ha puntualizzato: “non si tratta di imporre a qualcuno il nostro credo, si tratta di ricordarsi quali sono i valori che hanno fondato la nostra civiltà e che (…) sono stati sintetizzati dalla religione cristiana. Io credo nel rispetto, perché me lo hanno insegnato quei simboli. (…) Chiediamo che i simboli della nostra identità si possano vedere, perché, senza quei simboli, noi non siamo niente. Senza quei simboli noi saremo solo dei numeri”. A Forlì, nel salone comunale, oggi c’è un Presepio. È un piccolo segno – anche se so che è molto grande, per molti di voi– , ma abbiamo bisogno di vederlo. Ringrazio il sindaco Zattini per questo. Per noi significa molto.
È questo il vento di cambiamento che desidero portare. Speriamo di riuscirci, almeno nella nostra Emilia-Romagna, dal 27 di gennaio.
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