L’Emilia-Romagna ha una delle pressioni fiscali più alte in Italia: per i redditi sopra i 15.000 euro l’addizionale Irpef va dall’1,93 al 2,33%, valori nettamente superiori a quelli di regioni altrettanto qualificate come il Veneto e la Lombardia, entrambe governate dal centrodestra. «Peccato che il gettito generato non sia gestito in maniera altrettanto performante – dice Stefano Spinelli, candidato indipendente per Fratelli d’Italia alle Elezioni Regionali del 26 gennaio – basta pensare che la Regione spende il 64% delle risorse solo per la sanità, mentre veneti e lombardi si fermano al 50% per offrire un servizio paragonabile se non migliore. Così è chiaro che non ci restano risorse sufficienti per infrastrutture e sviluppo».

«Negli ultimi dieci anni si sono quasi dimezzati gli investimenti nelle opere infrastrutturali – continua Spinelli – tanto che all’annosa questione E45, sempre attuale come evidenziato dal flash mob di ieri con Giorgia Meloni al cavalcavia di via Zavalloni, si aggiunge la mancata realizzazione della E55, già deliberata dal Cipe nel 2013 e soppressa due anni dopo per mano del Governo Renzi, ovvero del PD, senza che Bonaccini riuscisse a impedirlo.» La viabilità conserva tutti i suoi problemi: «considerati i volumi di traffico su ruota, servirebbero alternative alla A14; inoltre non c’è stato nessun rafforzamento della rete ferroviaria, né per il trasporto merci né per migliorare il pendolarismo, ad esempio “portando” le Frecce Trenitalia a Cesena».

Un altro intervento deliberato nel 2015 e ancora bloccato in Regione è la cassa di laminazione per il torrente Rio Manzano a Case Finali. «Si è fatto troppo poco per contrastare il dissesto idrogeologico: su 102 milioni chiesti dalla Regione al Ministero dell’Ambiente per 89 interventi programmati, la giunta Bonaccini ne ha ottenuti soli 21 per 18 interventi! E l’ultima Carta della pericolosità relativa da frana, ai fini di protezione civile è stata realizzata quasi vent’anni fa, nel 2002. In una situazione del genere non c’è da stupirsi che ogni evento atmosferico importante provochi danni.»

Da questo quadro emerge «una Regione immobile su tematiche come il dissesto idrogeologico e le infrastrutture, forse per timore di entrare in contrasto con la politica nazionale del PD. Quello che serve – conclude Spinelli – è un nuovo modo di gestire le risorse e le energie che già ci sono, per ottenere di più con quel che si ha e ridurre la pressione fiscale, che è tra le più alte in Italia.»