Quest’anno la Pasqua è stata preceduta da un evento drammatico che ha investito la cristianità europea come un fulmine e ci ha rivelati a noi stessi fragili e bisognosi di protezione.
Il fuoco è divampato sulla parte superiore della Cattedrale di Notre Dame a Parigi e ha spezzato la bellissima guglia gotica che svettava sulla città e sugli europei attoniti

Uno dei simboli della cristianità in Europa andava a fuoco. Mi ha colpito lo sguardo delle persone, preoccupate e senza parole. In quello sguardo vi era, vi è, il riconoscimento – consapevole o meno – in una storia comune, in un medesimo sentire e vivere, in un’unica appartenenza a quell’Europa, che in quella Cattedrale di identifica e – con lei – si scopre unita, indipendentemente dall’adesione alla fede cattolica di cui è meravigliosa espressione.
Quegli sguardi alzati al cielo svelano la profonda incapacità dell’odierno modello europeo di rappresentare la vera essenza di un’Europa alla quale sono state negate la proprie radici fondate nel cristianesimo.
L’augurio della Pasqua quest’anno sia nel cogliere questo momento di difficoltà per ricondurci all’esperienza originale della comune casa europea
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