Credete che sia meglio avere un servizio sanitario di qualità in tempi ragionevoli o un servizio sanitario “più o meno” in tempi interminabili?
Starete pensando: cos’è questo, Stefano, una sorta di indovinello? In verità potrebbe esserlo. Solo che non è uno scherzo, perché in ballo c’è la salute. E con la salute non si scherza. Molti di voi, purtroppo, lo sanno bene, perché l’hanno provato sulla propria pelle.
In ambito sanità, oggi, parlare di servizi di qualità in tempi ragionevoli sembra un’utopia. E così spesso ci si rassegna alla soluzione “meno peggio”, al male minore. Ma mi chiedo: è mai possibile rassegnarsi su un aspetto così delicato della vita e della società?
Lasciate allora che ve lo chieda di nuovo: meglio avere un servizio di qualità in tempi ragionevoli o un servizio in tempi interminabili? Io non ho dubbi sulla risposta. E credo che sia ancora possibile lavorare per erogare servizi di qualità in ambito sanitario, evitando liste d’attesa lunghissime.
Occorre utilizzare le risorse finanziarie in modo efficiente e senza sprechi – lo sapevate che oggi la spesa sanitaria della Regione è altissima? Quasi 9 miliardi su 17. È tantissimo, non credete?
Se guardiamo alla situazione di alcuni ospedali – come al nostro, di Cesena – rischiamo di farci prendere dallo sconforto: si stanno perdendo eccellenze e primariati; non esiste un’emodinamica 24 ore su 24; la situazione del Pronto Soccorso è spesso critica; per non parlare del nuovo Ospedale programmato – che non vedrà la luce se non fra molti anni e che, al momento, è solo un nuovo contenitore senza contenuti, e purtroppo non si sa quali unità sanitarie alla fine verranno assicurate – , che non è sufficientemente finanziato e sembra che si perderanno ulteriori posti letto rispetto a quelli oggi esistenti.
E potrei continuare parlando del fronte assistenza, dove occorrerebbe incentivare i servizi per la non autosufficienza o la grave disabilità – oggi i posti in RSA sono ampiamente insufficienti e occorrerebbe aumentarne lo standard regionale -.
Di fronte a tutti questi problemi verrebbe da dire: è scoraggiante, lasciamo perdere.
Se lo state pensando anche voi, vi capisco. E non vi biasimo.
Mi sono però convinto che guardare in faccia ai problemi, è sempre la soluzione migliore. Occorre rispondere ai problemi della sanità guardando la domanda dei cittadini, rispondendo ai loro bisogni. E ci si rimbocca le maniche.
Io – da parte mia, e nella misura in cui mi sarà permesso – cercherò di seguire questi principi, in ambito sanitario: tentare di erogare servizi di qualità in tempi ragionevoli; cercare di offrire al cittadino la possibilità di scegliere liberamente dove farsi curare; cercare di utilizzare le risorse finanziarie in modo efficiente e senza sprechi.
È un buon inizio, non credete? Buon Anno.
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