Ho bisogno di raccontarvi molte cose. Da dove cominciare?
Voglio parlarvi dei servizi sanitari romagnoli.
Ce n’è bisogno. Qualcuno ne deve parlare.
Vi sentirete dire che va tutto bene, che i servizi funzionano, che la sanità romagnola non ha nulla che non va.
Ma, provate a pensare alla vostra esperienza, o a quella di amici o parenti che con la salute ci hanno a che fare tutti i giorni. Io ne ho in mente alcuni: nomi e volti.
Vi siete mai chiesti se è giusto per un paziente – cittadino cesenate – dover andare a curarsi a Ravenna o a Forlì, lontano da casa, perché al Bufalini si tagliano servizi e posti letto? (e la situazione non è destinata a migliorare, dato che il nuovo ospedale in costruzione a Cesena, avrà meno posti letto del precedente; pazzesco!)
Ma facciamo un passo indietro. Voglio andare nel concreto con voi.
1. Il Pronto Soccorso del Bufalini soffre da anni di grossi problemi di funzionalità.
È forse un segreto? È così da anni. Chi lo ha provato, lo sa.
Viene dunque da chiedersi perché abbiano intrapreso dei costosi lavori infrastrutturali per lo stesso Pronto Soccorso proprio ora che si parla del nuovo ospedale.
2. Sul nuovo ospedale (su questo, sì che ce ne sarebbe da parlare!): sorge legittimo il dubbio su quale servizio sanitario si voglia offrire al territorio. Si è sempre parlato di questo nuovo ospedale come di un bellissimo contenitore. Ma io continuo a chiedermi – e sono certo che ve lo chiedete anche voi -: qualcuno ha pensato a cosa metterci dentro? Qualcuno ha lavorato o sta lavorando su questo? Bisognerebbe quantomeno salvaguardare i servizi e i posti letto, siete d’accordo?
A me sembra il minimo.
Personalmente, vi dico che io ho avanzato numerose richieste di chiarimento su quale servizio sanitario si voglia offrire al territorio romagnolo – durante il mio mandato da consigliere comunale – ma, ahimè, non ho ricevuto risposte. E, data la mancanza di risposte, il dubbio sorge legittimo direi, non credete?
3. Sui servizi: io delle idee ce le avrei… Andiamo nel concreto: io delle idee ce le avrei di cosa non va.
E se nessuno ve lo racconta, ve lo dico io. Pronti? Comincio.
- È assolutamente insufficiente il servizio di terapia antalgica (dove, nonostante l’impegno del direttore, i pazienti sono costretti a rivolgersi a strutture private pagando di tasca propria).
- È grave anche la sospensione del servizio del Coumadin (che genera, ad oggi, non pochi disagi agli anziani coinvolti).
- Altra annosa questione è la mensa, del tutto inadeguata nella qualità e nelle tempistiche (come dimostrano numerosi reclami e lamentele).
- Da rivedere anche l’assistenza ospedaliera per anziani e lungodegenti (dove, non è in questione l’aspetto medico, ma quello assistenziale e riabilitativo, per carenza di operatori e per una organizzazione da rivedere).
Bè, cosa dite. C’è tanto su cui lavorare, no?
Ci sarebbe tanto altro da dire, ma per oggi mi fermo qui. Lasciatemi però dire un’ultimissima cosa, poi chiudo.
Voglio ringraziare tutte quelle persone che lavorano nel campo sanitario (medici, infermieri, operatori di vario genere, ecc). Chi non ci lavora non può sapere quanto è dura…
Vi ho già detto altre volte – e lo voglio ripetere – che, a mio parere, l’Emilia-Romagna è una regione di qualità e funziona grazie ai romagnoli, persone serie e laboriose.
E lo è, nonostante il Pd.
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